martedì 22 gennaio 2019

"Semplicemente" affascinanti!

Cosa per semplicemente affascinanti? Chiaro, i giocattoli!..ed in particolare quelli "di una volta" e qui provo a spiegarne il motivo. Ho sempre avuto la convinzione che le cose semplici siano difficili da realizzare e se ciò avviene questo è da attribuire alla genialità della mente umana. In effetti, pensandoci bene, quando a scuola una cosa non la capivi fino in fondo e poi venivi interrogato, provavi a rendere il discorso più complicato proprio nel tentativo di confondere o far credere che il tutto ti fosse ben chiaro; in realtà era l'opposto. Per cui quando le cose non le vedo "semplici" mi viene sempre il sospetto che sotto ci sia qualcosa di poco chiaro. Mi direte ora: ma che c'entra questo con il giocattolo? C'entra, c'entra; magari il termine - semplice - qui va ad indicare la capacità del gioco di essere, in modo intuitivo, capito subito, rapportato a quello che il giocattolo vorrebbe rappresentare. Mi spiego meglio: oggi tutto ciò che è legato al mondo del gioco e terribilmente ricondotto ad un realismo estremo, pieno di dettagli, proprio perché si tende a riprodurre a pieno la realtà.
Modello super-dettagliato di una Ferrari F40
E questo vale per tutte le forme di gioco (giochi di società, costruzioni, automodellismo, fermodellismo, radiocomandato etc..). Il particolare maniacale che ritroviamo anche in un banale giocattolo fa un po perdere di vista quella che dovrebbe invece essere una semplice idea di gioco. Confrontiamo ad esempio il classico "Gioco dell'Oca" con giochi di società ben più moderni come Risiko, Cluedo, etc.. Ebbene il primo, nella sua semplicità (dovuta a poche regole a cui si contrappone una grande soddisfazione di gioco) ha acquistato una sua universalità che difficilmente riusciranno ad ottenere gli altri due, pur essendo anche loro dei bellissimi giochi. E ancora, ecco che un trenino in latta o in bachelite (degli anni 40-50) con le sue semplici linee, che approssimativamente ricordano una locomotiva a vapore o una carrozza, danno un'immediata percezione di quello che vogliono rappresentare e sono sicuramente più affascinanti ed inducono maggiormente al gioco rispetto magari ad uno stesso modello di oggi super dettagliato, fatto in ottone, digitale, dove tutto è riportato in scala come lo è nella realtà. Ecco dunque che la semplicità di un giocattolo vecchio si trasforma in "fascino" e questo proprio perché è semplice, privo di "tranelli" nascosti. Detto ciò non consideratemi però un nostalgico, perché apprezzo e ammiro quanto oggi viene prodotto, meno, invece, l'uso di una tecnologia di supporto che fa sembrare vero quello che in realtà non lo è: per me il gioco è fantasia, sognare, staccarsi dalla realtà e non viverla attraverso un giocattolo che sembra vero. Oggi io apprezzo maggiormente la semplicità che ritrovo, ad esempio, nelle automobiline die-cast di una volta, che al più avevano le quattro classiche aperture degli sportelli che le rendevano più realistiche (si fa per dire), o i brillantini sui fanali ad imitazione della luce, piuttosto che in un modello super-dettagliato di oggi dove viene persino riprodotto il libretto di circolazione!
Paya-Spagna Fiat 600 latta-plastica con movimento a frizione degli anni '60.
In pratica si è sostituita l'intuizione di una semplice nuova idea di gioco con un qualcosa di ultra-particolareggiato ed estremamente realistico, ma basato su un'idea di giocattolo vecchio. Infatti, se osserviamo la storia del giocattolo e la sua evoluzione, ci si accorge che da un certo punto in poi non è stato inventato più nulla di originale, ma è stato solo riproposto, in chiave più moderna, un'idea di gioco che esisteva già da prima. E l'aver perseguito questo obiettivo, a mio giudizio, ha "remato" contro la voglia di giocare (e questo vale sia per i piccoli che per i grandi), un po per le difficoltà  che si incontrano nelle regole via via sempre più complicate (pensiamo ai giochi da tavolo con tante regole difficili da tenere a mente e con il foglietto delle istruzioni perso), e un po per la delicatezza dell'oggetto giocattolo che vorremmo magari solo tenere in mano, vista la mole di particolari e di dettagli di cui è costituito. Conclusione? Il gioco da tavolo resta nella sua scatola e la bella locomotiva in ottone pure! In pratica tutto si trasforma in oggetto da collezionare (e poi non so più neanche quanto) e poco da giocare. Forse per questo motivo, magari tra cent'anni, su Marte si continuerà a giocare al Gioco dell'Oca o a Tombola e forse anche a Monopoly, mentre i bei giocattoli ultra-tecnologici e dettagliati resteranno nelle loro confezioni o ci stancheremo subito di loro. Perché? Semplice, perché hanno perso il loro "fascino" di giocattolo nel vero senso della parola.
Distler-Germania Trenino di latta anni '40 a carica a molla.

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