Per chi mi conosce nulla di particolare, sanno che sono felicemente sposato con il giocattolo d'epoca e che dentro al mio organismo (in particolare il cervello) ci sono più micro-giocattoli che micro-organismi. Per chi invece non mi conosce di persona o ha letto solo qualcosa scritta da me qui su questo blog, potrei risultare anche noioso, quasi un morboso del giocattolo e molto probabilmente questo post non verrà neanche letto da loro, perché già dal titolo si intuisce dove voglio, per così dire, andare a parare. In fondo queste persone non avrebbero poi tutti i torti, perché neanch'io so di preciso quello che andrò a scrivere oggi, qui, su questo foglio, ancora più bianco e più vuoto che mai, da qui in giù! Sicuramente ci inserirò una foto.., ma poi quale? Io ed un giocattolo assieme? Troppo banale, allora solo un giocattolo, oppure solo io... No, non ha senso tutto questo. Arrivo dunque alla conclusione che una simbiosi perfetta tra me ed il giocattolo non può essere né immaginata con una foto (a dire il vero una foto alla fine l'ho inserita), né espressa a parole; magari su quest'ultima affermazione potrei avere ancora qualche dubbio: vale a dire che io non sia poi così bravo a scrivere, quindi a trasmetterle certe emozioni. Sia chiaro allora una cosa: io, quando sto in mezzo ai giocattoli, sto veramente bene e, per chi ci crede, riesco a mantenere una sorta di equilibrio tra le mie energie e quelle del giocattolo. Meglio di così non riesco a spiegarvelo. Provo ancora: lo vedo lontano un miglio se una persona sta trattando bene la sua collezione o no. E non solo perché mi accorgo che quel modello è tenuto male o si sta rovinando in quanto non posizionato correttamente, ma dal modo in cui il tutto è esposto o riposto, dal modo in cui si vuole trasmettere la propria personalità nel collezionare; perché, vedete, c'è una grossa differenza tra chi "accumula" oggetti e chi invece li "colleziona". Quest'ultimo è colui in grado di dare quella giusta armonia a degli oggetti, anche differenti tra loro per tipologia, e farli convivere in una esposizione che risulti alla fine omogenea ed equilibrata. Per fare ciò devi conoscere ciò che stai collezionando, in una parola, devi avere una cultura appropriata, altrimenti rischi di ammucchiare solo tante cose, che magari, pur nella loro omogeneità, non appaiono come dovrebbero apparire e non appagano in quanto a fascino come invece potrebbero appagare tanto l'occhio tuo che quello altrui.
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| Un'esposizione, a mio dire, equilibrata di oggetti diversi tra loro. |

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