Proprio così, oggi noi adulti giocherelloni, che amiamo collezionare i giocattoli della nostra amata infanzia, diciamo a noi stessi che stiamo giocando, mentre la verità è un'altra: noi non stiamo giocando, ma in maniera compulsiva cerchiamo di accumulare giocattoli unicamente per riempire, o dei nostri vuoti fisici (lì, in quella vetrina, ho ancora qualcosa da esporre), o dei vuoti mentali (ad esempio nelle pause lavorative o quando smetti proprio di lavorare perché vai in pensione). Giocare è tutt'altra cosa e, diciamocelo chiaramente, appartiene solo a quell'età dell'infanzia che oggi, noi collezionisti adulti, abbiamo perso. Detto ciò però una funzione, per così dire benefica, l'abbiamo ancora e sarebbe quella di educare il bambino di oggi a non perdere questa sana opportunità di giocare, perché, ahimè, molti di loro stanno saltando questa fase di puro divertimento per passare direttamente alla sfera adulta, senza pensare che la spensieratezza di quella giovane età non tornerà mai più. E gli strumenti per realizzare tutto ciò noi adulti collezionisti li abbiamo in quanto sono le nostre amate collezioni. Ecco perché bisogna condividerle, esporle, farle vedere e renderle visibili. Ben vengano perciò l'apertura di musei dedicati al giocattolo o, più semplicemente, la privata condivisione della propria collezione ai familiari più giovani. Solo così potremmo almeno in parte affermare di aver avuto un ruolo formativo con le nuove generazioni. Ma soprattutto NON 'facciamo finta che, tutto ..'.
Firmato da un collezionista che ha capito (forse).


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