martedì 23 febbraio 2021

QUANDO NON C'ERA "WWW" (INTERNET)

Proviamo a fare un passo indietro... e poi neanche tanto indietro, diciamo circa una trentina d'anni. Siamo agli inizi degli anni '90 tanto per intenderci. All'epoca, il collezionista, come veniva informato sulle nuove uscite di modelli, le novità sulle tecniche costruttive, le date dei mercatini o delle borse scambio (i cosiddetti convegni)?

Semplice, dico io, attraverso la carta, o forse è meglio dire attraverso la lettura di riviste specializzate di settore. Testate come la mitica Quattroruotine o Automodelli in Europa e altre ancora erano già sorte sin dagli anni sessanta e qualcuna, purtroppo, si era già anche persa per strada, ma di nuove ne nascevano come la neonata Modelli AUTO, che faceva il suo esordio a Natale del 1993. Nel frattempo però esplodeva anche il "www" (World Wide Web); Windows 95 e 98, con i suoi tanti  Personal Computer venduti, prendeva il sopravvento nelle case di molti collezionisti "evoluti". Ore e ore davanti a quei monitor a rovinarsi la vista alla ricerca spasmodica di ogni desiderio nascosto, mentre la cara rivista che una volta aspettavi con ansia ora giace sul tavolino del salotto ancora come nuova. E alla fine, forse, si meriterà solo una sfogliatina veloce-veloce per poi essere archiviata velocemente. Tutto il contrario di una volta quando invece, in attesa del numero successivo, (con cadenza bimestrale o trimestrale), quella rivista veniva spulciata per benino e lei, alla fine, anche se sgualcita, era contenta di esserti stata utile. Al suo interno trovavi di tutto: dalle novità alle tecniche modellistiche, come e cosa collezionare, utili consigli, la posta dei lettori, le date sulle borse scambio e ancora tante notizie dal mondo!

Io da qualche settimana mi sono rimesso a leggere i primissimi numeri di queste riviste e ad assaporare con grande nostalgia quello che allora si tentava di trasmettere di questo affascinante mondo del modellismo. Eppure "quel poco" che trovavi lo apprezzavi come non mai, forse anche perché scritto da personaggi autorevoli che si firmavano, al contrario "del troppo" di oggi che puoi trovare sì, in un batter-di-click sul web, ma che di autorevole (almeno il 50%) ha ben poco! (tanta spazzatura e tanto copia-incolla e per di più "anonimo") 😞

Forse, che valga il detto <poco, ma buono>???




martedì 9 febbraio 2021

UNA STORIA DA RACCONTARE (continua) I più longevi giocattoli italiani!

 


A.M.BO. = Agostino Marchesini Bologna.
Dove la parola "ambo" non sta ad indicare il più basso punteggio a tombola, bensì il marchio della ditta Agostino Marchesini che possiamo tranquillamente considerare come una delle più grandi, rinomate e longeve aziende che hanno prodotto giocattoli in Italia. Aveva sede a Bologna e marcava i propri giocattoli con la sigla AMB o A.M.BO. Nasce nel 1908 inizialmente con una produzione di giocattoli in latta e ferro molto curati dalle abili mani del fondatore Agostino Marchesini, un mago della latta, per poi proseguire nel 1945 con i figli Giuseppe e Giovanni che dovettero affrontare, con l'avvento della plastica, la dura concorrenza straniera. Da qui tutta una serie di giocattoli in plastica e latta dai più svariati (tamburelli, salvadanai, automobiline a frizione prima e a batteria dopo anche filoguidate, accessori per le bambole, piccoli elettrodomestici in miniatura, etc..) per proseguire poi solo con la plastica. Vennero introdotti, per pure esigenze di mercato, anche nuovi marchi come "MarcToys" e "Marchesini" al fine di differenziare alcune categorie di prodotti. Cessò la sua attività negli anni '80. Discorso a parte invece merita il marchio M.L.B. (Marchesini Luigi Bologna) figlio anche lui di Agostino, ma che nel 1946 si staccò dalla ditta paterna per fondare appunto la MLB con sede sempre a Bologna. Divenne memorabile per la produzione di diversi calciobalilla da tavolo e per la famosa Ferrari 500 F2 "Toschi" commissionatagli dall'omonima Distilleria di amarene e liquori di Vignola nel 1953. Tuttavia quello che oggi è considerato un pezzo da novanta per i collezionisti fu una delle tante cause del declino di questa azienda che chiuse i battenti nel 1955.
Nelle foto qui sotto alcuni di questi giocattoli che appartengono alla mia collezione.
Modello in plastica in scala 1/10 MarcToys

Una riproduzione di un bagno in latta e plastica.

I salvadanai di una volta. Questo provvisto di combinazione.

Una piccola bilancia in latta.

Lavatrice in latta funzionante!!

Frigorifero in latta

Stupenda questa bella Maserati in latta a frizione con la sua bella scatola disegnata.

sabato 6 febbraio 2021

UNA STORIA DA RACCONTARE (continua) Un treno molto speciale!

 "C'era una volta un treno che partiva da Londra per raggiungere la lontana Bombay" Quel treno, che trasportava merci e persone, gli inglesi lo chiamavano "Indian Mail", noi italiani "La Valigia delle Indie". Un primo esempio di Unione Europea, almeno sotto l'aspetto commerciale? Certamente si, anche se poi noi oggi sappiamo che verso ha preso l'unione europea (Brexit compresa). Ma torniamo a noi: Il tratto italiano di questo lungo percorso (Inghilterra-India) era affidato alla veloce e affidabile locomotiva a vapore Gr 552, che settimanalmente, a partire dal 1872, all'uscita del fresco traforo del Frejus, prendeva in consegna la "Valigia" (composta da un bagagliaio, due carrozze letto ed una ristorante), unendo il "neonato" Stato Italiano, visto che poi proseguiva lungo l'Adriatica transitando anche per la stazione della mia città (Ancona) e terminando il suo viaggio al porto di Brindisi. Da lì il convoglio avrebbe proseguito via mare (piroscafo) fino ad Alessandria per poi raggiungere Suez ed infine l'India, per un totale di 22 giorni. L'esemplare modellistico che vado qui a presentarvi oggi (552.036), è di produzione artigianale, del compianto amico e concittadino Paolo Cinotti, che ne avrebbe volute costruire almeno 30 esemplari. Non so quante ce ne siano in giro, di certo la mia è la numero tre. A me il modello piace tantissimo, è in ottone, sufficientemente curato anche nei dettagli, ingranaggi e motore di altissima qualità (di questo Paolo ne andavo fiero), ma quello che mi affascina particolarmente è la storia vera che sta dietro a questa locomotiva. Oggi un esemplare vero è esposto al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci.

Godiamoci ora queste foto in "religioso" silenzio e, per chi lo conosceva di persona, è anche un modo per ricordare il caro Paolo! 😉



Vista di 3/4 dal posteriore del tender motorizzato.

I grandi fari (non funzionanti) del modello artigianale in ottone. A parte sono poi da montare il gancio modellistico ed il volantino per l'apertura (dal vero) della caldaia.

Un biellismo semplificato per questa Gr. 552

Particolare delle grandi ruote e dei copri-ruota.

Un'altro bel 3/4 di fronte della 552.036


Linea e rodaggio molto particolari per questa locomotiva a vapore.

Vista dall'alto della bella Gr. 552 soprannominata "la Valigia delle Indie".


domenica 24 gennaio 2021

UNA STORIA DA RACCONTARE: quella dei miei giocattoli.

 📣...E CHE LA STORIA ABBIA INIZIO❗

Affinché una condivisione della propria passione possa definirsi completa non basta presentare solo delle belle foto dei propri giocattoli, bensì bisogna anche saperla narrare questa nostra passione. Un'immagine, a mio dire, dovrebbe essere sempre accompagnata da un commento, una testimonianza che ne avvalori la sua originalità. Oggi ci scambiamo di frequente foto prese dal variegato e ricco mondo del web per farle nostre, ma tutto ciò non ci arricchisce se non per il fatto di ammirare una bella immagine. Perciò il mio sforzo sarà quello di associare a delle foto una storia da raccontare, la mia storia, o meglio, la mia esperienza di gioco. È chiaro poi che tutti voi potete partecipare con le vostre foto e i vostri ricordi. Non mi stancherò mai di ripetete che il mio obiettivo è proprio quello di far riaffiorare dei nostri ricordi legati al mondo del giocattolo e, attraverso questi, tracciarne la storia.

Quindi, incominciamo!

🗣 segue...