...l'amore sta ai tempi del colera. Mi sembra, in parte, di vivere la storia del romanzo del premio Nobel Gabriel Garcia Marquez in questi tempi di quarantena da Covid-19, dove c'è l'esigenza di rimodulare e anche molto velocemente i nostri veri punti di riferimento, diciamo le basi del nostro esistere. Assistere alla frenata del mondo di oggi (anno 2020 d.c.) che viaggia a velocità supersonica non è cosa di poco conto e i passeggeri che si trovano a bordo riceveranno un forte contraccolpo da tutto ciò. Perciò il mio auspicio è che per tutti ci sia un airbag (un salvagente) che possa salvare la loro vita; di certo alcuni moriranno sul colpo, altri ne usciranno feriti, mentre i superstiti dovranno confrontarsi con una nuova realtà che, di colpo, si è trasformata in fantascienza. Dunque sono quest'ultimi quelli che avranno il privilegio (?) di viverla con un contorno che è rimasto però quello di sempre, o meglio, in un contesto che si sono saputi costruire attorno. Persone, amici, lavoro, religione, affetti, oggetti, casa, etc. etc... e più la lista sarà lunga più gradualmente riusciremo a digerire questo nuovo modo di vivere; proprio così perché questa guerra chiamata Coronavirus ci ha rinchiuso dentro le nostre più o meno belle roccaforti (certo c'è da considerare che qualcuno non ha neanche quelle), all'interno delle quali continuiamo a vivere. Anzi una miserabile e frivola tecnologia moderna ci permette pure di esternare e condividere i nostri sentimenti o i nostri oggetti con gli altri superstiti, attraverso un interagire virtuale che mischia di tutto e di più. Io oggi mi ritrovo, per puro destino o semplice fatalità, nel gruppo dei superstiti ad affrontare questa nuova quotidianità e lo faccio anche attraverso i miei amati giocattoli, che rivedo sicuramente con un altro occhio, ma che ora, più che mai, mi sono di aiuto, anche per rapportarmi meglio con le persone che mi sono più care.
Pertanto, giocate gente giocate!
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